Denti del giudizio: quando toglierli

Chirurgia orale / 29-01-2026

I denti del giudizio, chiamati anche terzi molari, sono spesso protagonisti di dubbi, fastidi e decisioni rimandate. C’è chi li scopre per caso durante una radiografia, chi inizia ad avvertire dolore improvviso, gonfiore o difficoltà a masticare, e chi invece convive con questi denti senza alcun problema apparente.

La domanda che accomuna molti pazienti è sempre la stessa: “Devo toglierli oppure no?” La risposta, come spesso accade in odontoiatria, non è uguale per tutti. Dipende dalla posizione del dente, dallo spazio disponibile nell’arcata, dai sintomi presenti e dal rischio che quel dente possa creare problemi nel tempo.

In questo articolo vediamo quando togliere i denti del giudizio, quali disturbi possono causare, cosa succede se non vengono estratti e come affrontare l’intervento in modo consapevole e sereno.

Che problemi può dare il dente del giudizio?

I denti del giudizio sono gli ultimi a spuntare, di solito tra i 17 e i 25 anni, quando la bocca ha già completato il suo sviluppo. Proprio per questo motivo spesso non trovano spazio sufficiente per erompere correttamente. Tra i problemi più comuni troviamo:

  • Dolore e infiammazione gengivale – Quando il dente spunta solo in parte, la gengiva che lo ricopre può infiammarsi facilmente, causando dolore, arrossamento e gonfiore.
  • Pericoronite – È un’infezione della gengiva attorno al dente del giudizio parzialmente erotto. Può provocare dolore intenso, difficoltà ad aprire la bocca, alito cattivo e talvolta febbre.
  • Carenza di igiene orale – La posizione arretrata rende il dente del giudizio difficile da pulire. Questo aumenta il rischio di carie, sia sul dente stesso sia sul molare adiacente.
  • Affollamento dentale – In alcune situazioni il dente del giudizio può esercitare una spinta sugli altri denti, contribuendo a spostamenti o disallineamenti, soprattutto nei pazienti che hanno già seguito una terapia ortodontica.
  • Dolore irradiato – Il fastidio può estendersi a orecchio, tempia e mandibola, rendendo difficile individuare subito la causa.

Quando è necessario togliere i denti del giudizio

Non tutti i denti del giudizio devono essere estratti, ma ci sono situazioni in cui l’estrazione è fortemente consigliata o addirittura necessaria. È indicato togliere il dente del giudizio quando:

  • è incluso o semi-incluso e causa dolore o infezioni ricorrenti
  • presenta carie non curabili per difficoltà di accesso
  • danneggia il dente vicino, favorendo carie o riassorbimenti
  • è associato a cisti o lesioni ossee
  • provoca infiammazioni gengivali frequenti
  • interferisce con una terapia ortodontica o protesica

In alcuni casi l’estrazione viene proposta anche a scopo preventivo, soprattutto nei pazienti giovani, quando la radice non è ancora completamente formata e l’intervento risulta più semplice.

Cosa succede se non si toglie il dente del giudizio

Rimandare l’estrazione di un dente del giudizio problematico può sembrare una soluzione comoda, soprattutto se il dolore va e viene. Tuttavia, nel tempo, la situazione può peggiorare. Tra le possibili conseguenze troviamo:

  • Infezioni ricorrenti, sempre più difficili da gestire con soli farmaci
  • Danni ai denti vicini, spesso irreversibili
  • Peggioramento del dolore, con episodi acuti improvvisi
  • Interventi più complessi in età adulta, quando l’osso è meno elastico e le radici sono completamente formate

Aspettare non significa sempre evitare il problema, ma spesso rimandarlo, rendendo la soluzione più impegnativa in futuro.

Togliere il dente del giudizio è pericoloso?

Una delle paure più diffuse riguarda la sicurezza dell’intervento. In realtà, l’estrazione del dente del giudizio è una procedura odontoiatrica di routine, se eseguita dopo un’accurata valutazione clinica e radiografica.

I rischi esistono, come in qualsiasi intervento, ma sono rari e generalmente controllabili. Possono includere:

  • gonfiore e dolore post-operatorio
  • lieve sanguinamento
  • infezioni (prevenibili con le giuste indicazioni)
  • in casi particolari, temporanea alterazione della sensibilità

Una corretta diagnosi, l’esperienza del professionista e il rispetto delle indicazioni post-operatorie riducono drasticamente ogni rischio.

L’estrazione del dente del giudizio è sotto anestesia?

Sì, l’estrazione avviene sempre in anestesia locale, che rende la procedura indolore. Il paziente rimane sveglio ma non avverte dolore durante l’intervento. È importante sapere che:

  • non si sente dolore durante l’estrazione
  • la pressione o i movimenti sono normali
  • il fastidio può comparire dopo, ma è gestibile con terapia adeguata

Cosa non fare quando togli il dente del giudizio?

Il post-operatorio è una fase fondamentale per una guarigione rapida e senza complicazioni. Ci sono alcune cose da evitare assolutamente nei giorni successivi all’estrazione. In particolare:

  • Non fumare: il fumo rallenta la guarigione e aumenta il rischio di alveolite
  • Non sciacquare energicamente la bocca nelle prime 24 ore
  • Non toccare la ferita con lingua o dita
  • Non assumere cibi duri o caldi nelle prime ore
  • Non sospendere i farmaci prescritti senza indicazione

Seguire attentamente le istruzioni del dentista è il modo migliore per ridurre dolore, gonfiore e tempi di recupero.

Come faccio a sapere se devo togliere il dente del giudizio

L’unico modo per sapere con certezza se un dente del giudizio va estratto è una visita odontoiatrica con esami radiografici, come la panoramica dentale. Anche in assenza di dolore, alcuni denti del giudizio possono rappresentare un rischio silenzioso.

Una valutazione professionale permette di capire:

  • la posizione del dente
  • lo stato delle radici
  • lo spazio disponibile
  • la presenza di infezioni o danni nascosti

Se hai dubbi, fastidi ricorrenti o vuoi semplicemente un parere chiaro e personalizzato, puoi prenotare una visita con WeDental Care, presente con cliniche in tutta Roma. Un controllo oggi può evitarti problemi più complessi domani e aiutarti a prendere la decisione giusta con serenità.

Chirurgia orale

La chirurgia orale è la branca dell’odontoiatria che si occupa di tutti quegli interventi chirurgici che riguardano il cavo orale: da semplici estrazioni dentarie fino a più complessi interventi chirurgici relativi all’implantologia. Prenota un consulto con gli specialisti di Wedental Care.

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